Storia

Premessa - Contesto Storico

Nel  ‘300 e ‘400  l’attività tessile era il cuore dell’economia della Valgandino.  Le ragioni dello sviluppo della manifattura rurale erano legate alla sterilità del suolo, che dava raccolto agricolo insufficiente. A questo vanno aggiunte ragioni come l’abbondanza di materia prima, la lana, e la presenza di corsi di acqua necessari per il ciclo lavorativo.  In questo periodo Vertova, proprio perché all’imbocco della valle, è stata la prima ad avere una gualchiera (follo) comunale per la follatura, diventando un punto di riferimento commerciale per tutta la valle.  

Fino al  ‘400  le lane lavorate erano di origine locale. Tra il ’500 e il ‘700 la situazione cambia radicalmente e i lanifici dipendono interamente da materie prime importate: dalla Spagna, dalla Puglia e dalla Sicilia. La lana locale era infatti poco adatta, a causa della scarsa finezza e lunghezza della fibra, a formare il filato dei panni e fabbricare tessuti di migliore qualità.

I pannilana di Vertova, di Gandino e della Valle Seriana erano il risultato di lunghi e accurati processi di lavorazione. Queste antiche fasi di lavorazione sono rimaste fino al XIX secolo quando la “rivoluzione industriale” ha introdotto macchine più complesse e sofisticate che hanno soppiantato i sistemi tradizionali. Fino ad allora l’arte della lana era caratterizzata da una forte manodopera.

    Nel  ‘600  il lanificio costituiva la più importante attività manifatturiera del territorio bergamasco, prevalentemente nelle valli. 

    Nel ‘700 l’industria laniera iniziava ad avere le prime difficoltà a causa della concorrenza dei panni di Francia, Inghilterra e Germania,    della crescita qualitativa e quantitativa delle industrie piemontesi e milanesi, dell’introduzione di fabbriche di panni nel Regno di Napoli     (principale sbocco dei tessuti bergamaschi), delle esportazioni penalizzate da dazi, e dagli investimenti degli imprenditori in altri settori. Ma     soprattutto il settore della seta andava affermandosi sempre di più.

I primi anni dell ’800  hanno rappresentato un buon momento per il settore laniero orobico grazie alle commesse militari, ma si è trattato di una breve fiammata a cui è seguita una lenta decadenza.  Nonostante il trend negativo la Valgandino era rimasta l’unico polo produttivo di una certa importanza del tessile. Negli anni ‘20 e ‘30 dell’Ottocento a Gandino erano stati posti in atto tentativi di introdurre innovazioni nel lanificio importando nuove macchine e maestranze dall’estero. Ma la meccanizzazione ha avuto un significativo sviluppo solo dopo la metà del secolo quando la produzione si era concentrata negli opifici dove si utilizzavano i telai meccanici.  L’Ottocento ha segnato per Vertova un proliferare di aziende artigianali tessili, dislocate lungo il torrente Vertova, le cui acque venivano sfruttate per muovere le ruote degli opifici.  

Durante il Regno Lombardo-Veneto era subentrato un nuovo elemento decisivo: la diffusione del cotonificio, che aveva sottratto manodopera e aveva introdotto un tessuto più accessibile alle classi popolari.  Nel XX° secolo il lanificio si era riaffermato con la Grande Guerra grazie alle commesse per l’esercito che richiedeva lane resistenti e a buon prezzo.  

L’attività laniera per la quale Vertova era stata famosa nel passato era cessata quasi del tutto verso la fine dell’800 con l’introduzione delle lavorazioni della seta e del cotone ed anche delle fibre sintetiche.  La produzione laniera della valle ha avuto un forte ridimensionamento occupando nicchie di mercato. Molte ditte si sono convertite ad altre produzioni, con altri tipi di fibre.   

Il Lanificio Gusmini, che può essere considerato l’ultimo erede degli artigiani nella lavorazione dei tradizionali pannilana, è riuscito a sviluppare la produzione di feltri industriali, trovando nicchie di mercato che ne hanno caratterizzato la produzione e lo sviluppo.  


Lanificio Feltrificio Gusmini: oltre un secolo di storia, all’insegna del Panno Lana  

LA STORIA

Lanificio Feltrificio Gusmini venne fondato nel  1887 da Giacomo Gusmini, bisnonno degli attuali titolari.

Fu lui ad avviare l’attività tessile per la lavorazione artigianale della lana, in un primo tempo nel suo domicilio con un filatoio-ritorcitoio e alcuni telai a mano nella propria casa di via Albertoni a Vertova.

L’eredità di Giacomo venne portata avanti dal figlio Santo, e fu proprio con lui che ebbe luogo la trasformazione della produzione, che si adeguò all’uso tecnico dei prodotti con particolare attenzione alle esigenze che si vennero a creare nell’industria tessile e meccanotessile.  

Santo insediò lo stabilimento nel 1928 a Vertova, in località “Bablì”

Negli anni ’30 del Novecento la ditta Gusmini si strutturò e si attrezzò realizzando un ciclo completo di produzione. Accanto alla produzione per uso industriale venne ampliata la gamma di prodotti realizzando coperte e tessuti di arredamento con materiali pregiati. L’intuizione si rivelò vincente e portò l’azienda ad occupare una nicchia di mercato che si stava facendo strada in quegli anni.  

Sempre in quegli anni Giorgio e Giovanni, figli di Santo, entrarono in azienda e svilupparono l’attività del padre. Proprio i fratelli nel ’52 costruirono nuovi capannoni impiantando una moderna linea automatica di carde da filatura “assortimento” e filatoi “self acting” Octir.

La ditta acquisì importanza e le richieste furono crescenti, tanto che gli spazi non bastarono più. Nel 1960 fu fondata Vertofil per la produzione di filati cardati lanieri per feltri, ubicata sempre a Vertova ma nell’ex via Provinciale.  

L’azienda venne poi condotta da Giorgio e Giovanni e alla scomparsa di quest’ultimo dal figlio Giancarlo: pur collaborando con il Lanificio Gusmini, nel tempo la Vertofil si staccò a livello aziendale.

Agli inizi degli anni ’70 Giacomo e Mario, i due figli di Giorgio, entrarono in azienda.  

Il  1975  segnò lo spostamento del lanificio da Vertova a Cene: spazi più grandi, un moderno impianto di depurazione acque per la tintoria, e una nuova linea produttiva, nuovi telai a pinza e Jacquard oltre a quelli già esistenti a navetta. 
A Vertova rimasero solo il reparto di orditura e il magazzino delle materie prime.

Nel  1977  i fratelli Mario e Giacomo rilevarono dal Feltrificio Veneto di Marghera (uno dei principali concorrenti) parte dell’attività con relativi macchinari e attrezzature.  

Nel  2003   l’azienda assorbì anche il Feltrificio Moglia di Marone, sul lago di Iseo, numero uno nei feltri per macchine da panificazione. L’impegnativa operazione portò nuovo know how e ottimi risultati, con il perfezionamento di tecniche produttive ed espansione all’estero della clientela.  

Nel  2004  il Lanificio Gusmini conseguì la certificazione TUV Cert dei processi produttivi, a conferma e garanzia dell’impegno per ottenere un prodotto e un servizio di qualità.  

A fine luglio  2005  lo stabilimento di Marone cessò l’attività e parte degli impianti furono trasferiti a Vertova e Cene. Per quanto riguarda il ciclo di produzione, dal 2006 venne chiusa la filatura. Un processo ora affidato ad altre aziende che si trovano anche in valle, in Piemonte ed in Veneto, e seguito con attenzione.

Oggi la ditta, arrivata alla quinta generazione con Marta e Luca Gusmini, è in gran parte insediata a Cene, lungo la sponda sinistra del fiume Serio.  

La storia dell’azienda è una storia familiare molto legata al territorio. 
La zona della valle Seriana era un polo tessile molto attivo già nell’Ottocento.  

Il lanificio opera in due settori principali: quello dei panni e dei feltri per uso industriale e quello dei panni tessuti, coperte di qualità anche in peli nobili e tappeti in feltro di lana per l’arredamento ed anche altri complementi d’arredo e articoli nel settore moda.  

La specialità dell’azienda consiste nella produzione dei feltri endless di lana per uso industriale, ovvero manicotti utilizzati come tappeti trasportatori nelle macchine alimentari in particolare della produzione del pane, dove l’azienda è leader a livello europeo.  

Nello stabilimento di Cene oltre alla tessitura si trova anche il finissaggio dei panni e dei feltri, delle coperte e dei tessuti per arredamento. La collezione complessiva offre oggi una vasta opportunità di scelta per tutte le applicazioni dell’arredamento d’interni (imbottiti, copriletto, plaids) e per l’abbigliamento con panni lana leggeri e tessuti prodotti con fibre nobili come il cashmere. 

Uno dei punti di forza in questo settore sta nella capacità del Lanificio Gusmini di realizzare tessuti concepiti in rapporto alle specifiche esigenze del cliente, attuando soluzioni di abbigliamento e arredo con caratteristiche di assoluta unicità ed elevato prestigio.  

Per tale motivo  alcune delle firme più note della moda e del design hanno richiesto la collaborazione del Lanificio Gusmini  per la creazione di articoli esclusivi.

Tra le commesse più interessanti si ricorda quella del 2012:   Lanificio Gusmini ha fornito il tessuto per le vele dell’Amerigo Vespucci, nave scuole della Marina Militare Italiana . I telai a navetta hanno lavorato 15 mila metri di tessuto, 100% in lino filato dal Linificio Canapificio Nazionale di Villa d’Almé (Bg).  

La materia prima arriva da diverse parti del mondo, a seconda della peculiarità (finezza, lunghezza della fibra, etc..). 
Le lane di maggior impiego provengono soprattutto dal Sud Africa, dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e Sud America.  

Dall’arrivo della lana la filiera resta tutta in zona, e quindi controllata. L’attenzione alla qualità e al controllo della filiera si nota anche dal fatto che non si acquista il filato bensì la lana in fiocco, direttamente nel paese di produzione. Oltre alla lana vengono lavorati anche altre fibre e peli nobili, come alpaca o cachemire. Una volta filata è il Lanificio Gusmini a realizzare la tessitura, il finissaggio e la tintoria.

Leader in Europa nella produzione di feltri e panni per bakery , il Lanificio Gusmini commercia in Italia e in tutta Europa, ma anche a Taiwan, Hong Kong, Turchia, Egitto, Algeria, Marocco, Sud Africa, Australia, Venezuela, Stati Uniti e Arabia Saudita.  

Conoscenza e artigianalità del lavoro sono le competenze “di famiglia” e del personale del Lanificio, necessarie e fondamentali, come macchinari tecnologicamente avanzati. Per questo per il Lanificio Gusmini si parla di produzioni di pregio.